
C’è una branca della zoologia chiamata criptozoologia,dal suo ideatore, Bernard Heuvelmans,che intendeva creare una particolare branca che si occupasse di esseri al limite dell’incredibile,ovvero esseri viventi di cui non c’è documentazione visiva e fisica,ma che tuttavia,ne corso dei secoli,sono stati avvistati da molta gente,senza peraltro aver mai avuto contatti con essi.
Creature di cui c’è una vasta letteratura,fatta di avvistamenti,a volte anche ripresi in video o con foto,ma che non sono mai stati catturati e quindi analizzati.
Fra essi vanno citati il mostro di Loch Ness,ribattezzato Nessie,avvistato più volte nel lago omonimo,in Scozia,il cui primo contatto visivo risale nientemeno che al 690,quando San Brandano ne scrisse le gesta nel Vita Sancti Columbae,durante un suo viaggio in un villaggio sulle sponde del lago,e dove si trovò ad assistere al funerale di un pescatore dilaniato dal mostro,che il santo scacciò con le preghiere,lo stesso mostro avvistato più volte nel corso del secolo scorso.
O come il Mokele Mbembe,

un’altra creatura che vivrebbe nel ex Congo,a circa 800 km da Brazzaville,nelle paludi del Likouala,dove colui che ostacola il corso dei fiumi.vero significato del nome, vivrebbe indisturbato,avvistato per la prima volta da un europeo nel secolo scorso,quando un missionario,l’abate Proyar,ebbe occasione di vederlo;un mostro davvero particolare,un incrocio ametà strada tra un elefante,un ippopotamo e dalla testa di serpente.
Una descrizione che si addice ad un piccolo dinosauro,come testimoniato dai pigmei abitanti della zona,che descrivono le sue orme impresse da 4 dita.
Un altro esemplare di creatura appartenente al regno della criptozoologia è Bestia del Gévaudan,
![]()
di cui esistono prove documentate di attacchi contro la popolazione locale,nella zona meridionale della Francia,attacchi avvenuti tra il 1764 e 1767;furono diverse le persone attaccate da questo mostro,molto simile ad un lupo,tant’è che le autorità spedirono addirittura un contingente di truppe,dopo che caddero vittima della creatura una ventina di donne e bambini,che vennero tutte selvaggiamente sbranate.
Re Luigi XV mandò nella zona i suoi migliori cacciatori,che uccisero un centinaio di lupi,senza però arrestare la strage.
Nel 1767 un certo Jean Chastel,un cacciatore,uccise un gigantesco lupo,o almeno quello che sembrava esserlo,visto che non abbiamo alcuna documentazione;da quel momento gli attacchi cessarono.
L’animale,molto simile ad un canide,assaliva gli uomini probabilmente per penuria di cibo,e questo fu il verdetto ufficiale;le vittime dell’animale (o degli animali) furono probabilmente tra le 150 e 170 unità.
Non sapremo mai il numero preciso,vista la censura messa in atto dal re,timoroso delle ripercussioni sul morale della popolazione.
Forse era una famiglia di lupi,particolarmente aggressiva,divenuta incontrollabile per la fame; di certo era una creatura impressionante lunga quasi un metro e mezzo,dal peso stimato di 60 kg,con un cranio molto più sviluppato del normale.
Altro essere di cui si favoleggia è il lemisch,o tigre d’acqua,avvistato in Patagonia.
Lungo quasi tre metri,con denti da tigre,corpo lungo e basso,un giorno attaccò un villaggio,facendo strage di indigeni.
Nei grandi fiumi delle zone vicine,esiste una lontra lunga anche due metri, il cosiddetto Saro o Arirai,e il responsabile degli attacchi,il lemisch,potrebbe essere una variante un po’ più grande di questa lontra,capace di trascinare sott’acqua anche animali di grosso peso.
Animali quindi non mitici,ma di cui esiste una documentazione scritta.
Animali spesso di dimensioni molto più grandi del solito,che hanno terrorizzato le popolazioni con cui sono venuti a contatto.
I criptozoologi cercano,con i moderni ritrovati della scienza,tracce dell’esistenza di quelli che sono,con molta probabilità,residui dell’evoluzione animale,probabilmente ridotti a pochissimi esemplari.













