Zanfretta,un incontro ravvicinato?
Marzo 23, 2008 di paultemplar

Galeotto fù Enzo Tortora e il suo programma Portobello. Grazie a lui gli italiani conobbero Pier Fortunato Zanfretta, un timido e introverso metronotte genovese di 26 anni, e la sua storia incredibile, avvenuta nell’intervallo tra la notte di mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre 1978. Zanfretta era di servizio quella notte a Marzano, frazione di Torriglia, un piccolo centro della provincia genovese. Stava effettuando come suo solito il quotidiano giro di perlustrazione quando gli sembrò di udire dei rumori. Si voltò in direzione dell’ultima villa e vide alcune luci muoversi velocemente nell’ombra. Immediatamente pensò ad un furto, si nascose in un angolo e prese dalla sua auto una ricetrasmittente. Ma nell’attimo esatto in cui cercò di comunicare con la centrale, inspiegabilmente (secondo il suo racconto) tutte le luci della zona smisero di funzionare. La stessa radio emetteva solo dei segnali disturbati,solamente scariche di energia statica. Si avvicinò lentamente alla villa, ma venne improvvisamente e violentemente sbattuto per terra. Spaventato, tentò di rialzarsi ed ebbe l’impressione di impazzire: davanti a lui c’era un essere alto quasi tre metri, coperto di scaglie e di spine, con due occhi fiammeggianti in fronte. Zanfretta, più morto che vivo, con uno scatto fulmineo si nascose oltre un cancello, giusto in tempo per vedere una specie di velivolo a triangolo sparire nel cielo. Afferrata la radio, Zanfretta riuscì finalmente a mettersi in contatto con la centrale. Le parole che pronunciò con tono disperato “non sono uomini,non sono uomini” convinsero gli operatori della centrale ad intervenire con tempestività. All’una e trenta Zanfretta fù rinvenuto ancora sotto choc a Marzano. Era bollente, nonostante fosse una serata piuttosto fredda. Alle ovvie perplessità sul racconto del metronotte, si aggiunse lo scetticismo di coloro che furono incaricati delle indagini sul caso. Curiosamente alcuni testimoni riferirono di aver visto, la notte del primo incontro, un disco luminoso percorrere il cielo. Così come fù rinvenuta una traccia profonda e grande, come un ferro di cavallo, nel punto esatto in cui Zanfretta fù ritrovato. Interrogato sulla vicenda, Pier Zanfretta, visibilmente sotto choc, non riuscì a raccontare concretamente l’accaduto. Che emerse però in seguito alla terapia ipnotica alla quale il metronotte si sottopose. Raccontò infatti l’incontro ravvicinato con gli esseri, altissimi, verdi, con gli occhi gialli e una mascherina metallica a griglia sulla bocca, le mani palmate con delle dita alle cui estremità c’erano delle ventose. Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 1978, Pier Zanfretta era di passaggio per Rossi, paese nella stessa valle di Marzano. Ad un certo punto l’auto che stava guidando prese a camminare da sola, come se un entità esterna ne avesse preso il controllo. Una frenata improvvisa fece sbattere l’uomo contro il parabrezza. Alla centrale, che in quel momento era in collegamento, udirono soltanto l’uomo pronunciare poche e sconnesse parole, tipo “devo andare,devo andare”. Il messaggio arrivò alla centrale verso le 23 e 50. L’uomo fù ritrovato invece verso le 1,30. Alla vista delle auto, spaventato, tentò di correre verso la collina. Anche questa volta furono analizzati sia lui che la sua auto, che non presentò alcuna anomalia. L’unica cosa strana fù che in una serata umida e piovosa Zanfretta risultò essere completamente asciutto. Vennero però rinvenute, il giorno dopo, due orme di oltre 50 centimetri di lunghezza e alte 20 centimetri, profonde almeno 5 centimetri. Il che portò a pensare che la cosa che le aveva impressionate doveva avere all’incirca un’altezza di 3 metri. A questo punto iniziarono i problemi per Zanfretta. Della storia si impadroniscono i giornali e la Tv, l’eco dei misteriosi avvenimenti che lo riguardano aumenta a dismisura. E con essa inizia una vera e propria demolizione del personaggio. Tutti si chiesero se l’uomo avesse o no il cervello a posto. Si partiva dal presupposto che eventuali razze intelligenti usassero ben altri sistemi per rendere edotti gli uomini sulla loro esistenza. Perché rivolgersi ad un uomo qualsiasi, un oscuro anche se onesto lavoratore? Possibile che il primo punto di contatto con una civiltà aliena dovesse avvenire in circostanze che avevano del comico? Subito dopo l’uscita di un articolo che lo riguardava sul Secolo XIX di Genova, Zanfretta divenne preda di mordaci battute e scherzi da parte di molti lettori. Ma,come già detto, la storia è molto più complessa di quello che appare a prima vista. Infatti, il 12 gennaio 1979 una Tv locale, TVS, trasmette la seduta di ipnosi regressiva alla quale viene sottoposto volontariamente Pier Zanfretta. Sotto ipnosi, l’uomo ricordò di esser stato trasportato a bordo di uno strano velivolo triangolare, dove venne interrogato dagli strani esseri. Se è vero che sotto ipnosi è molto difficile, se non impossibile,inventare qualsiasi storia, riesce comunque quasi impossibile credere alla sequenza degli avvenimenti. Non tanto nel loro ordine temporale, quanto nella logica di fondo della storia. Vero è che Zanfretta non è un’ufologo, passa per essere un uomo tranquillo e posato,senza grilli per la testa,non sembra essere affetto da mania di protagonismo. Ma quale mente razionale può accettare l’idea di un rapimento da parte di misteriosi esseri venuti dallo spazio? Come si può accettare l’idea dei successivi incontri ravvicinati di Zanfretta e soprattutto,perché si è sempre rifiutato di portare come testimonianza la famosa piramide che gli alieni gli consegnarono? E si,perché la storia si colora di un altro enigma.

A detta dell’uomo,i Dargos ( così si chiamerebbero i misteriosi visitatori)in uno dei loro incontri,lasciarono a riprova della loro venuta una piccola piramide trasparente,all’interno della quale c’erano degli oggetti in movimento. Cosa che Pier Zanfretta in un primo momento avrebbe rifiutato, per poi accettare in un incontro successivo.Ma l’uomo,come già detto,alla fine accetta il misterioso oggetto, andandolo successivamente a nascondere in collina, dove ancora oggi,presumibilmente,si trova. Sempre durante una delle sedute di ipnosi regressiva, l’uomo raccontò che i visitatori provenivano da un pianeta di nome Titania, in fase di esaurimento delle risorse primarie, e che i Dargos erano alla ricerca di un pianeta adatto alle loro caratteristiche.I Dargos dissero che trovandolo, avrebbero immediatamente abbandonato la terra, alla volta del nuovo mondo…Gli incontri continuarono anche nell’anno successivo. Il 15 febbraio, il 30 marzo, il 5 maggio. Nel luglio del 1979 Zanfretta asserì di esser stato sollevato in aria con il suo scooter e trasportato nella misteriosa astronave aliena. Fù dato l’allarme, ma dell’uomo non venne trovata traccia. Anche di quest’ incontro si venne a sapere durante le sedute di ipnosi, che una volta avvennero anche con l’ausilio del Pentotal, un potente ipnotico, con la peculiarità di allentare i freni inibitori, in pratica una specie di siero della verità. Nel 1980 gli incontri cessarono di colpo. E con essi cessò anche l’interesse dei mass media. La vicenda venne relegata negli archivi. Dalla quale è emersa nei giorni nostri, per merito nuovamente di una trasmissione televisiva, Cinquanta, condotta da Pippo Baudo. Sembrerà paradossale, ma a distanza di 25 anni si torna a discutere, sempre con toni di profondo scetticismo, di questa vicenda. Nel frattempo Zanfretta è palesemente invecchiato. Ma non è cambiata la sua aria da iuomo dimesso, spaurito, stupito dall’essersi trovato di fronte a qualcosa molto più grande di lui. Ripete ossessivamente sempre la stessa storia, come una cantilena..Ma qualcosa è cambiata,nel frattempo. Anche il cinema si è impadronito della sua storia.
Una storia con tantissime ombre. Per noi uomini del XXI secolo, per le nostre menti analitiche e positive, la storia di quest’uomo sembra una tavoletta, di quelle da raccontare ai bambini, ma quelli piccini, per farli addormentare in fretta. Rimangono comunque interrogativi senza risposta, fra i quali il più importante:ma tutto ciò a chi giova? Per quali motivi un uomo così semplice avrebbe inventato di sana pianta un racconto che per certi versi gli ha rovinato la vita? E sarebbe anche importante dal punto di vista scientifico scoprire se e come, anche sottoposto ad ipnosi, abbia potuto prendersi gioco dei medici che lo hanno analizzato. Un vero enigma, in una stagione,quella dei 70, che ebbe il più alto numero di avvistamenti UFO e di presunti rapimenti da parte di alieni nella millenaria storia dell’uomo.







