La leggenda dell’ebreo errante
Marzo 26, 2008 di paultemplar

Gesù sale lentamente,faticosamente,sulla strada che lo porterà al monte Calvario,dove la morte per crocifissione lo sta aspettando.
Sulla strada due ali di folla fanno largo all’uomo chino,con sul capo la corona di spine che lo fa sanguinare.
Ad un tratto Gesù ha un cedimento;la strada è ripida,la croce pesante.
Un uomo,un ebreo,gli si avvicina, e gli dice con fare arrogante:”Cammina,cammina”
E Assverus,o Aasvero,o anche Cartaphilos,secondo altre versioni.
Gesù alza lo sguardo e gli dice:
“Io cammino,ma lo stesso farai tu fino alla fine dei tempi,quando io ritornerò”
E l’uomo,da quel momento,iniziò il suo lunghissimo cammino,con addosso solo le sue vesti e la bisaccia con dentro poco denaro,secondo alcuni trenta,la paga di Giuda.
Nasce la leggenda dell’ebreo errante,che si diffonderà soprattutto nei primi secoli dopo la morte del Nazareno,circolando principalmente a Roma,dove i cristiani tendevano,per motivi politici,ad assolvere i romani dall’accusa di aver ucciso il figlio di Dio,a scapito degli odiati ebrei.
Nel 1200 il racconto viene ampliato in uno scritto, il Flores Historiarum”, composto nel 1235 da Roger de Wendover,ripreso poi da Mathew Paris nell’Historia Major.
E’ chiaramente propaganda antisemita,verso un popolo che non ha amici quasi da nessuna parte,in Europa,e soprattutto in un periodo in cui stanno per muoversi le prime crociate per liberare il sepolcro di Gesù dai musulmani,ma anche in un periodo in cui l’odio antisemita si sparge agli angoli dell’Europa,dal Portogallo fino alla lontana Russia.
Una figura metaforica,quindi,che viene di volta in volta accostata alla diaspora seguita alla distruzione del tempio di Gerusalemme sotto l’impero di Tito,o anche come allegoria della malvagità umana.
Eppure,nelle cronache medioevali,come nei due libri citati,la figura sembra quasi esistere realmente;l’ebreo errante viene avvistato nel regno di Napoli,in Armenia,a Forli.
Ogni volta l’uomo racconta la sua triste storia,di quando commise l’errore fatale di schernire Gesù.
L’uomo citava fatti avvenuti durante la crocifissione con tale dovizia di particolari da rendere particolarmente credibile il suo racconto.
Una leggenda che ha percorso tutto il medioevo,rendendo ancora più acuto il sentimento di odio e rancore verso il popolo ebreo,e che partorirà inevitabilmente una serie impressionante di atti di intolleranza verso di loro.

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