Fulvia Fausta Maxima era figlia dell’imperatore romano Massiminiano ,e divenne moglie di Costantino,dal quale ebbe tre figli,Costanzo 1°,Costanzo 2°e Costantino 2°,tutti destinati a diventare successori del padre.
Fu obbligata a contrarre matrimonio dal padre,che le fece sposare l’ambizioso imperatore più vecchio di lei di 15 anni.
La sorte la mise di fronte ad una prima terribile prova,quando,accortasi della congiura perpetrata dal fratello e dal padre ai danni del marito,leale a quest’ultimo lo informò del pericolo che correva.
Costantino si vendicò in maniera feroce:fece uccidere il suocero e all’indomani della grande vittoria di ponte Milvio,fece esporre,dai suoi soldati,la testa staccata dal tronco del cognato Massenzio.
Per dieci anni il suo matrimonio con Costantino fù sterile,prima della nascita consecutiva di 5 figli,i tre citati più due femmine.
Ad un certo punto della sua vita accadde qualcosa,che storicamente non è ben stato accertato,essendo stata condannata alla damnatio memoriae,l’infamante processo romano per coloro che si rendevano colpevoli di reati gravissimi.
Il condannato veniva cancellato virtualmente da tutti gli annali della storia romana,il suo nome scalpellato dai monumenti,la sua tomba occultata.
Era una punizione terribile,nella quale fausta incorse forse perché venne considerata colpevole di adulterio,un reato grave,ma non tale da giustificare la dura sanzione.
O forse,più probabilmente,perché fece mettere a morte Crispo,figlio di Minervina,la prima moglie dell’imperatore,con l’accusa di aver tentato di sedurla.
Secondo alcuni storici Costantino trovò le prove che la moglie aveva mentito,e la condannò a morire in un modo atroce.
La fece rinchiudere in un bagno,e il bagno stesso venne riscaldato fino a raggiungere temperature altissime.
La povera Fausta morì praticamente bollita viva.
Su di lei,in virtù dell’anatema lanciato dall’imperatore,cadde il silenzio più totale.

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