Il sigillum Emeth
Aprile 16, 2008 di paultemplar

John Dee,astronomo,negromante e alchimista,nonché matematico,visse durante l’epoca di Elisabetta I,della quale divenne consigliere e astrologo di fiducia,nonostante la pessima fama che lo caratterizzava.
A lui è legata una leggenda riguardante una Mano di Gloria speciale,il Sigillum Emeth.
La mano di Gloria era un oggetto dai poteri magici,secondo il credo popolare dell’epoca,nella quale veniva bruciata una candela ottenuta sciogliendo la mano destra di un delinquente,o anche di un piccolo nato morto,dalla quale si ottenevano fumi capaci di paralizzare l’incauto che la guardava o che si trovava nelle vicinanze.
Nelle cronache dell’epoca non è raro imbattersi in processi di assassini rituali commessi ai danni di donne incinte per strappare loro il feto,da utilizzare per la costruzione di questo diabolico oggetto.
Il Sgillum Emeth era la Mano più potente mai creata,e probabilmente fu utilizzata anche dal vecchio amico di Dee,Edward Kelley,che però raccontava di aver avuto la sua nientemeno che da Uriel,la fiamma di Dio,ovvero l’arcangelo citato anche da Milton nel suo Paradiso perduto.
Se prendiamo per buona l’identificazione del Sigillum Emeth di Dee con quello di Kelley,possiamo andare al British e vederla dal vivo:fa parte della collezione di quel museo.
Kelley però sostenne che la sua non aveva nulla a che vedere con quella di Dee,che sarebbe scomparsa subito dopo la sua morte.
Il Sigillum Emeth di Kelley aveva inoltre un’altra particolarità:stando alle parole del negromante,era in grado di spalancare le porte dell’aldilà e di permettere di comunicare con i defunti.






