Il Mandylion
Aprile 25, 2008 di paultemplar

Una delle icone più venerate fino al medioevo era il Mandylion,un telo di lino che si diceva recasse impresso il vero volto di Dio,stampato su per un evento miracoloso,quindi Acheropita,”non di origini umane”.
Il misterioso Mandylion,che in molti veneravano a Costantinopoli scomparve durante la quarta crociata,e non venne più ritrovato.
Le sue origini erano avvolte nella leggenda.
Si narrava che Abgar,re di Edessa,in fin di vita,venuto a conoscenza dei miracoli di Gesù,gli inviò un messaggero,chiedendogli di andare a trovarlo per compiere il miracolo di guarirlo.
Gesù,che non poteva recarsi dal re,mandò un piccolo lenzuolo di lino sul quale c’era,riprodotta,la sua immagine,e il re guarì miracolosamente.
Egeria,una delle grandi viaggiatrici dell’antichità,racconta di come l’immagine fosse venerata come una reliquia,e di come venisse ostentata pubblicamente durante le più importanti ricorrenze religiose.

Nel VI secolo Edessa venne assediata dai persiani:i sacerdoti della città rincuorarono i difensori mostrando la sacra immagine,permettendo loro una travolgente vittoria.
A questo punto la storia del Mandylion si fa confusa:c’è qualche storico che ritiene che esso altro non sia che la Sindone,altri,facendo notare la differenza notevole di lunghezza delle due reliquie,e,soprattutto,il fatto che il Mandylion riportasse solo il volto di Gesù,e non tutto il corpo,sostengono che esso rimase nella città fino al 900.
In effetti le tracce storiche del telo ripartono proprio da questo periodo.
Nel 944 il generale Giovanni Curcuas riuscì a prendere la reliquia barattandola con i musulmani,ai quali restituì trecento prigionieri pur di riavere il prezioso lino.
Cosa sia successo nell’arco di tempo tra il 500 e il 900 non è dato sapere.

Il Mandylion di Edessa
Probabilmente il lino venne nascosto alla curiosità di tutti in una nicchia ricavata in una chiesa,dove pare venne rinvenuto casualmente in seguito a lavori di ristrutturazione della chiesa stessa.
Comunque sia andata, il lino venne trasportato a Costantinopoli,dove divenne oggetto di culto e venerazione,e conservato nella Chiesa della Vergine di Pharos.
Qui restò per altri tre secoli,fino alla conclusione della quarta crociata,quando,con il sacco di Costantinopoli,del Mandylion si persero le tracce.
Un secolo dopo comparvero le prime tracce della Sindone,ma,come già detto,è estremamente improbabile che sia da mettere in qualche relazione con il Mandylion,che non è stato più ritrovato.

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