Monte Sant’Angelo,terribilis est locus iste
Maggio 15, 2008 di paultemplar

Terribilis est locus iste/Hic domus dei est/et porta coeli
Questo posto è terribile ;è la casa di Dio,e porta del cielo.
Chiunque si rechi sul Gargano,in Puglia,e visiti la grotta di San Michele Arcangelo,è accolto,all’ingresso,da queste parole scolpite nella pietra.
Un ingresso non particolarmente vistoso,quello del santuario.
Oltrepassato il quale,sembra che il tempo si appresti a fermarsi.
Una scala,una discesa verso l’interno della terra,giù dove si narra che l’arcangelo Michele sia apparso tre volte molti secoli fa,dove l’arcangelo stesso chiese la consacrazione di quel posto al suo culto.
Nel culto cristiano,San Michele è l’angelo che il Signore mandò per combattere gli angeli ribelli (rappresentati come dragoni),e che Michele,armato di corazza lucente,combattè e vinse.
Ecco perché l’iconografia cristiana lo dipinge come un angelo con la spada sguainata,pronto a minacciare il dragone,che egli tiene saldamente fermo con la testa sotto un piede.
Il santuario ha una storia millenaria,visto che come luogo di culto risulta aperto alla venerazione dei fedeli attorno al V secolo dopo Cristo.

L’ingresso della Basilica
Sono stati numerosissimi i personaggi famosi che si sono recati al santuario in pellegrinaggio nel corso dei secoli;l’imperatore Ottone III di Sassonia e il suo successore, Enrico II,Matilde di Canossa,oltre a tutti i regnanti di Napoli,inclusi i Borboni e molti dei Savoia.
Assieme a loro,anche numerosi personaggi che hanno fatto la storia della chiesa,primo fra tutti San Franceso d’Assisi,la cui visita è ricordata da una stele presente lungo la scalinata che permette l’accesso alla grotta sotterranea.
Una storia millenaria funestata,anche,da saccheggi e violenza.
Attratti dalla fama del luogo,furono numerosi i briganti che scelsero la zona di Monte S.Angelo per stabilire i loro quartier generali;appostati lungo la via d’accesso,e protetti dalla boscaglia,assalivano i pellegrini depredandoli.
Cosa che avvenne in misura maggiore con autentici atti di saccheggio da parte di soldataglie senza scrupoli.
Il santuario era regolarmente in possesso di donazioni in denaro e oggetti preziosi,frutto della devozione popolare e di gente ricca che cercava in qualche modo il perdono divino.

Statua di San Michele Arcangelo
Sia i longobardi prima,che i saraceni poi,trovarono così una preziosa fonte di arricchimento facile;Guglielmo il Malo,responsabile del sacco di Bari,spogliò letteralmente il santuario,trucidandovi tutti coloro che vi avevano trovato rifugio.
L’ultimo sacco avvenne il 2 marzo del 1799,quando i soldati francesi misero a ferro e fuoco il piccolo paese,saccheggiarono il santuario ricavandone 25 muli carichi di oro e oggetti preziosi.
La grotta di San Michele è stata anche meta di pellegrinaggio di santi e mistici,che hanno sempre ritenuto quel posto un luogo particolare,pregno di un’aura di religiosità e di misticismo,immerso in una solitudine amplificata dalla scarsità di presenza umana;il piccolo centro di Monte S.Angelo,a 800 metri di altezza,in una zona particolarmente impervia,non è mai stata considerata un territorio appetibile per l’urbanizzazione.
Diamo uno sguardo all’interno del santuario.
La scala che conduce alla grotta,formata da 5 rampe discendenti,è costellata di monumenti funebri,e porta in un atrio a cielo aperto.
Subito dopo ci si trova davanti alle porte del santuario,in bronzo massiccio,e,oltrepassata la soglia, ci si imbatte nella stupenda statua del Santo,opera impareggiabile di Andrea Sansovino e su di essa, secondo la tradizione, sarebbe impressa l’orma del piede dell’Arcangelo.
All’interno della struttura c’è il museo devozionale,con le opere scampate ai vari saccheggi,fra cui una splendida icona bizantina,che mostrano ai visitatori un esempio di quello che nel corso dei secoli è stato il percorso religioso dei fedeli,che giungevano da tutte le parti d’Europa per visitare uno dei posti più mistici della cristianità.

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