
Terribilis est locus iste/Hic domus dei est/et porta coeli
Questo posto è terribile ;è la casa di Dio,e porta del cielo.
Chiunque si rechi sul Gargano,in Puglia,e visiti la grotta di San Michele Arcangelo,è accolto,all’ingresso,da queste parole scolpite nella pietra.
Un ingresso non particolarmente vistoso,quello del santuario.
Oltrepassato il quale,sembra che il tempo si appresti a fermarsi.
Una scala,una discesa verso l’interno della terra,giù dove si narra che l’arcangelo Michele sia apparso tre volte molti secoli fa,dove l’arcangelo stesso chiese la consacrazione di quel posto al suo culto.
Nel culto cristiano,San Michele è l’angelo che il Signore mandò per combattere gli angeli ribelli (rappresentati come dragoni),e che Michele,armato di corazza lucente,combattè e vinse.
Ecco perché l’iconografia cristiana lo dipinge come un angelo con la spada sguainata,pronto a minacciare il dragone,che egli tiene saldamente fermo con la testa sotto un piede.
Il santuario ha una storia millenaria,visto che come luogo di culto risulta aperto alla venerazione dei fedeli attorno al V secolo dopo Cristo.

L’ingresso della Basilica
Sono stati numerosissimi i personaggi famosi che si sono recati al santuario in pellegrinaggio nel corso dei secoli;l’imperatore Ottone III di Sassonia e il suo successore, Enrico II,Matilde di Canossa,oltre a tutti i regnanti di Napoli,inclusi i Borboni e molti dei Savoia.
Assieme a loro,anche numerosi personaggi che hanno fatto la storia della chiesa,primo fra tutti San Franceso d’Assisi,la cui visita è ricordata da una stele presente lungo la scalinata che permette l’accesso alla grotta sotterranea.
Una storia millenaria funestata,anche,da saccheggi e violenza.
Attratti dalla fama del luogo,furono numerosi i briganti che scelsero la zona di Monte S.Angelo per stabilire i loro quartier generali;appostati lungo la via d’accesso,e protetti dalla boscaglia,assalivano i pellegrini depredandoli.
Cosa che avvenne in misura maggiore con autentici atti di saccheggio da parte di soldataglie senza scrupoli.
Il santuario era regolarmente in possesso di donazioni in denaro e oggetti preziosi,frutto della devozione popolare e di gente ricca che cercava in qualche modo il perdono divino.

Statua di San Michele Arcangelo
Sia i longobardi prima,che i saraceni poi,trovarono così una preziosa fonte di arricchimento facile;Guglielmo il Malo,responsabile del sacco di Bari,spogliò letteralmente il santuario,trucidandovi tutti coloro che vi avevano trovato rifugio.
L’ultimo sacco avvenne il 2 marzo del 1799,quando i soldati francesi misero a ferro e fuoco il piccolo paese,saccheggiarono il santuario ricavandone 25 muli carichi di oro e oggetti preziosi.
La grotta di San Michele è stata anche meta di pellegrinaggio di santi e mistici,che hanno sempre ritenuto quel posto un luogo particolare,pregno di un’aura di religiosità e di misticismo,immerso in una solitudine amplificata dalla scarsità di presenza umana;il piccolo centro di Monte S.Angelo,a 800 metri di altezza,in una zona particolarmente impervia,non è mai stata considerata un territorio appetibile per l’urbanizzazione.
Diamo uno sguardo all’interno del santuario.
La scala che conduce alla grotta,formata da 5 rampe discendenti,è costellata di monumenti funebri,e porta in un atrio a cielo aperto.
Subito dopo ci si trova davanti alle porte del santuario,in bronzo massiccio,e,oltrepassata la soglia, ci si imbatte nella stupenda statua del Santo,opera impareggiabile di Andrea Sansovino e su di essa, secondo la tradizione, sarebbe impressa l’orma del piede dell’Arcangelo.
All’interno della struttura c’è il museo devozionale,con le opere scampate ai vari saccheggi,fra cui una splendida icona bizantina,che mostrano ai visitatori un esempio di quello che nel corso dei secoli è stato il percorso religioso dei fedeli,che giungevano da tutte le parti d’Europa per visitare uno dei posti più mistici della cristianità.

www.misteriemisteri.splinder.com













Ho appena visitato il santuario che si trova a circa 80 km da casa mia. Sono in vacanza a casa dei mie famigliari, e stamattina ho deciso di visitare la grotta di S. Michele a Monte S. Angelo. Metto in moto la macchina e parto senza avvisare nessuno. “Terribilis est locus iste”. La frase all’ingresso del santuario. Rimango alcuni secondi a pensare e rimango coplito dal senso della frase. Pur non avendo studiato latino ne ricavo in modo grossolano il senso e non riesco a conciliarlo con un santuario mistico cattolico. Torno a casa e la frase viene ripetuta in un documentario che stavo guardando in televisione riguardo le Vergini Nere in Europa ed il significato recondito che si cerca di interpretare. Navigo su google e ricavo il significato completo tradotto in Italiano e giungo al vostro sito dove si invita a lasciare un commento. Forse tutto questo non ha senso ed è pura coincidenza. Però il mio intuito mi spinge a scrivere un commento. Complice il caldo ed il vino che ho appena bevuto. Terribils est locus iste…Se qualcuno ha avuto la stessa serie di coincidenze lasciasse un commento. Forse non si tratta di sole coincidenze…
Ah dimenticavo…Altra “coincidenza”…Il documentario sulle Vergini Nere in Europa del quale parlavo, l’ho guardato a seguito del mancato ritrovamento di un dvd. In pratica si è trattata di una seconda scelta dettata dal caso. Nel documentario in dvd delle Vergini Nere, si narra che queste immagini, statue e reliquie sono presenti in molte località europee, tra cui Monteserrat e Loreto e si ricollega il culto ad antiche divinità di origine egiziana e venerate fin dal tempo dei Templari. Il fatto è che la Madonna venerata nel mio Pease nel foggiano, in occasione della festa patronale, è proprio una Vergine Nera. Piuttosto raro da riscontrare in altri Paesi cattolici. Non dico il nome del mio paese perchè voglio lasciare l’informazione riservata, ma sono sicuro che un esperto conoscitore dei paesi e delle tradizoni del foggiano saprà sicuramente riconoscere. Bene…forse questi commenti rimaranno in silenzio e senza risposte. Se questo sarà il caso, così sia. Ma se qualcuno ha da aggiungere qualcosa…lo invito a farsi avanti. Saluti.
Nulla accade mai per caso.
La frase da te letta non è molto frequente,in realtà.
A Rennes Le Chateau,piccolo paese della Francia,nella chiesa locale c’è la stessa frase;Rennes nasconde un mistero che va avanti da molto più di un secolo,un mistero che coinvolge il parroco Berenger Sauniere,un tesoro,e molto altro.
Se cerchi nel mio blog troverai l’articolo relativo.
In quanto al santuario dell’Incoronata,ci sono stato;la Vergine nera è bellissima,come quella di loreto.
Solo che quella di Loreto pare (ripeto pare) sia diventata nera per il fumo delle candele.
Non so dire se sia vero o no,comunque.
Grazie
Paul Templar
Il detto latino in questione non intende suscitare un senso di timore o terrore ma semplicemente l’aggettivo latino Terribilis viene usato per indicare una realtà maestosa, soprannaturale e che può anche incutere un senso di timoroso rispetto. Per cui credo che il termine debba essere preso nella accezione più positiva possibile, Questo luogo è stpendo meraviglioso m a terribile per satana che gli ricorda la sua sconfitta.
La statua di Loreto della vergine è fatta di legno di ebano, già scuro di per se che si è annerito con fumo delle candele, la madonna nera non rimanda al culto delle divinità antiche ma semplicemente al fatto che la vergine era israelita, la cui carnagione di per se è più scura della nostra.