
L’anno 1622 era un anno cruciale per la Spagna,in guerra da oltre trenta anni.
Il problema era essenzialmente di tipo economico,e il re contava moltissimo sui carichi di oro e pietre preziose che provenivano dal Sud America e dai Carabi.Il 4 settembre 1622 la nave Nostra Signora di Atocha,protetta da 20 cannoni,si apprestava a lasciare il porto di l’Avana,a Cuba,con il suo carico di 265 passeggeri,ma soprattutto con un carico sicuramente più venale,ma decisamente importante per la Spagna composto da oro,argento e pietre preziose,per un valore che oggi si aggirerebbe attorno al miliardo di euro.
Una somma enorme;che serviva in maniera così urgente da far rischiare un viaggio alla nave diretta in Europa che doveva superare i rischi delle navi pirata,sempre in agguato,e quello delle tempeste.

Doblone d’argento recuperato dalla Atocha
La nave aveva sei settimane di ritardo sul cammino tracciato;e si accinse a lasciare il porto di l’Avana proprio nel momento peggiore,con il rischio di tempeste che avrebbero messo in seria difficoltà l’equipaggio della nave.La nave salpò,e si allontanò dalla riva;aveva scelto il momento peggiore per partire,perché qualche ora dopo si scatenò un violentissimo uragano.Venti formidabili resero ben presto impossibile governare la nave,che divenne preda sia dei venti che del mare in tempesta,fino a quando,completamente in balia degli agenti atmosferici,finì per urtare contro la barriera corallina. Pochi minuti dopo la nave affondava con tutto il suo carico.

De Vargas,un marinaio spagnolo,nel mese di ottobre dello stesso anno riuscì a trovare il relitto e a scendere fin sulla tolda,ma non riuscì in nessun modo ad aprire i portelli;cercò quindi di formare una squadra per il recupero,ma quando tornò sul posto del naufragio,la nave non c’era più.
Spezzata in due parti,fu trascinata lontano dalle tempeste,e la mancanza di apparecchiature idonee all’esplorazione subacquea non permise più di ritrovare il relitto.350 anni dopo un uomo di nome Mel Fisher decise che avrebbe ritrovato il relitto della Atocha;era il 1970 e la Treasure Salvors,la compagnia di recupero fondata dall’uomo,per ben 15 anni esplorò i fondali alla ricerca della sventurata nave.
A luglio del 1985 finalmente le lunghe ricerche dettero esito positivo;la Acocha giaceva a 97 metri sotto il pelo dell’acqua.Una profondità non eccessiva,ma che con i mezzi in dotazione nel 1600 era impossibile raggiungere.
Dal fondo del mare,emerse,dopo tre secoli e mezzo,il tesoro della nave spagnola.Lingotti d’oro,d’argento,gioielli,un tesoro fantastico,sia dal punto di vista economico,sia culturale.

Uno dei gioielli recuperati
Fisher dovette affrontare una lunga ed estenuante battaglia legale per far valere i propri diritti sul ritrovamento;alla fine la spuntò,nonostante avesse dovuto far ricorso a ben 100 processi e udienze.
Lasciò in custodia al museo della Florida il 25% del tesoro trovato.Che tuttavia non era completo;della Atocha non fu trovata la poppa,in cui sicuramente si trovava la parte più cospicua del tesoro.
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