Narciso
Narciso era un giovane di una bellezza eccezionale. Di lui si innamorò perdutamente la ninfa Eco,che aveva subito le ire di Giunone per la sua logorrea:era difatti stata condannata a sentire l’eco delle sue parole. Narciso la rifiutò e lei si nascose nei boschi fino a scomparire,e di lei restò solo la voce che svaniva nel nulla. Alla lunga,i molti rifiuti di narciso crearono invidie e gelosie e Nemesi,una dea,lo condannò ad amare disperatamente la sua immagine riflessa. Narciso così,specchiandosi nell’acqua,si lamentava ad alta voce,non potendo congiungersi con se stesso. La sua voce si perdeva nei boschi,ripetuta da Eco…….. Ed un giorno Narciso morì. Sul posto dove cadde c’era un fiore,che venne chiamato Narciso in suo onore.
Danae
Danae era la madre di Perseo,che fu concepito con Zeus.
Suo padre seppe da un oracolo che sarebbe stato ucciso da suo nipote,figlio di sua figlia.
Così la rinchiuse in una torre altissima.
Ma Zeus si trasformò in una pioggia dorata e la sedusse.
Così Acrisio,padre di Danae,vide nascere Perseo.
Per paura della predizione dell’oracolo decise di sopprimere i due..
Ma all’ultimo momento non ebbe cuore,e li abbandonò nel mare,in un canestro.
Dopo un lungo viaggio,Danae e Perseo giunsero in un’isola,dove vissero assieme.
Successivamente,Perseo uccise Medusa e salvò Andromeda,prima di compiere,involontariamente,la profezia.
Durante una gara,lanciò il giavellotto,che colpi il nonno al petto.
Apollo e Dafne
Apollo,dio del sole,uccise un giorno il serpente Pitone.
Tronfio del suo successo,se ne vantò con Cupido,re dell’amore.
E iniziò a prenderlo in giro,per le sue armi a suo giudizio ridicole (arco e frecce).
Cupido decise di vendicarsi,e colpì la bellissima Dafne,una delle ninfe sulla quale aveva posato gli occhi Apollo,con una freccia che faceva fuggire chiunque ne fosse colpito.
Apollo cercò di prendere la bella Dafne,ma lei fuggiva lontano ogni volta che lui tentava di raggiungerla.
Stanco di inseguirla,Apollo la trasformò,alla fine,in una pianta di alloro,che divenne la sua pianta sacra.
Leda e il cigno
Narra la leggenda che Giove,per sedurre la bellissima Leda,si trasformò in cigno.
Il tema è stato ripreso numerose volte,nella storia dell’arte.
Anche il sommo Leonardo da Vinci volle cimentarsi con il soggetto mitologico.
Ma misteriosamente la tela,di cui c’è documentazione solo scritta e alcuni bozzetti nei suoi codici,sparì.
La versione che si vede su è probabilmente la più fedele all’opera del grande Leonardo.

Astarte,o anche Ishtar.
Divinità venerata tra i popoli di origine semitica.
Era la dea della fecondità,ed era venerata a Babilonia come a Sidone,in Sicilia e altrove.
In questo quadro ecco una raffigurazione pre-raffaellita della divinità resa pittoricamente dal grande Dante Gabriel Rossetti.
Andromeda
Andromeda era figlia del re dell’Etiopia,Cefeo e di Cassiopea,una delle Nereidi
Quest’ultima un giorno si vantò,imprudentemente,di essere la nereide più bella di tutte,sfidando così il permaloso Poseidone.
Che si vendicò mandando un gigantesco serpente a divorare la gente etiope.
Per fermare il massacro,Cefeo interrogò l’immancabile indovino che profetizzò dicendo che l’unico sistema per placare il dio era sacrificargli la bellissima Andromeda.
Fu così che Cefeo portò personalmente la giovane Andromeda su una rupe,vicino al mare.
La lego ad una roccia e la lasciò in balia del mostro.
Perseo,fece un patto con Cefeo:avrebbe ucciso il serpente in cambio della mano di Andromeda.
Si recò alla rupe,a cavallo di Pegaso,il cavallo alato,e si gettò sul serpente mentre questi si accingeva a divorare la ragazza.
Ma la lotta era impari,e Perseo stava per essere soprafatto.
Così,con un lampo di genio,tirò fuori dalla sacca la testa di Medusa,che aveva con se.
Il serpente fu pietrificato all’istante,e come succede nelle favole,Andromeda e Perseo vissero felici e contenti.
Eros
Neanche i greci erano d’accordo sulle sue origini.
Per alcuni era figlio di Zeus e di Venere,per altri di Venere e di Marte.
Comunque sia,rappresentava l’amore fisico e l’amore carnale,ed esisteva dalle origini del mondo.
E’ l’amore che si nega ma allo stesso tempo è l’amore che coinvolge.
E’ l’amore della speranza,ma anche il suo contrario.
Veniva considerato un dio pericoloso,che poteva creare guai a non finire.
La sua caratteristica peculiare era l’arco,le cui frecce potevano colpire chiunque,donando estasi,ma anche tormento.
Spesso viene raffigurato in compagnia di Psiche,che fu probabilmente,nella mitologia greca,la sua compagna.
Alcmena
Moglie di Anfitrione,donna di grande bellezza.
Zeus,come suo solito,se ne innamorò.
Approfittò della partenza per la guerra di suo marito per sedurla.
Le si presentò sotto le spoglie del marito,e giacque con lei per tre giorni consecutivi.
Dalla loro unione nacquero i gemelli Eracle e Ificlo.
L’indovino Tiresia raccontò ad Anfitrione del tradimento della moglie,e al suo ritorno l’uomo decise di punire la consorte bruciandola sul rogo.
Ma Zeus intervenne,e con un formidabile acquazzone spense il rogo,salvando Alcmena dall’orribile morte.
Anfitrione così perdonò la moglie,e alla morte di Alcmena,Zeus decretò che venisse sepolta nell’isola dei beati.
Orfeo e Euridice
Orfeo era figlio della musa Calliope e del dio Apollo.
Da giovane partecipò all’impresa degli Argonauti,salvandoli da morte certa quando incontrarono le Sirene.
Cantò in maniera così divina che anche esse rimasero ammaliate dalla sua voce e dalla sua musica.
Si innamorò perdutamente della ninfa Euridice,che lo ricambiava.
Ma uno dei figli di Apollo,Aristeo,anch’egli innamorato della bellissima ninfa,iniziò un corteggiamento serrato,che si concluse in maniera tragica:Euridice,per sfuggirgli,calpestò un serpente che la morse mortalmente.
Orfeo allora andò fino agli inferi per tentare di riportarla alla vita.
Incantò,con la sua musica Caronte,il traghettatore dei morti.
Fece lo stesso con Argo,il cane che vegliava sull’Ade,l’aldilà mitologico.
Proserpina,moglie di Ade,dea dell’aldilà si commosse alla vista del loro amore.
Concesse ad Euridice di tornare indietro,ma fece un patto con Orfeo:avrebbe potuto portarla con se senza però mai voltarsi indietro.
Orfeo accettò e uscì dall’Ade con Euridice.
Ma ad un certo punto non resistette,evolle vedere se la ninfa lo seguisse.
Euridice si dissolse in un attimo.
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