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Ario,il primo eretico

marzo 12, 2008



Ario è stato il primo,grande eretico della storia.

Nato in Libia,nel 256 Dc,si formò alla scuola di Luciano d’Antiochia,e divenne prete ,facendosi conoscere immediatamente per le sue dottrine assolutamente anticonvenzionali.
Tanto da suscitare le attenzioni della chiesa di Roma,e in particolare di quelle del vescovo di Alessandria,che lo fece condannare per eresia nel 321.
Le teorie di Ario negavano la divinità di Gesù:in particolare Ario negava la consustanzialità, ovvero la teoria religiosa secondo la quale Dio e Gesù erano fatti della stessa sostanza;secondo Ario Dio esisteva da sempre,mentre Gesù era stato creato,era una creatura perfetta,ma inferiore a Dio padre.

Una teoria definita immediatamente eretica.
Difatti,durante il concilio di Nicea (il primo),che venne inaugurato solennemente il 20 maggio del 325,per volontà dell’imperatore Costantino e presieduto dallo stesso,la sua teoria venne definitivamente bollata come eretica.
Al concilio era presente lo stesso Ario,che ebbe un violento alterco con Nicola di Mira,il futuro San Nicola,che pare abbia preso a ceffoni il teologo eretico.
Ario fu quindi costretto all’esilio in terre lontane,dove però non cessò la sua predicazione;si narra che durante uno dei frequenti scontri tra i suoi sostenitori e quelli della chiesa romana abbia fermato i suoi discepoli pronti allo scontro fisico e alle armi con queste parole:

“Non fatevi uccidere per le mie opinioni. Potrei avere torto! A nessun uomo è dato il privilegio di non sbagliare”

Ario non negò mai il concetto della Trinità,ribadendo,più volte,l’uguaglianza di Gesù con Dio,in aperta contraddizione di termini con quanto stabilito dal concilio.
Alla sua morte tutti i suoi scritti vennero bruciati,e i suoi seguaci perseguitati.
Un’opera di damnatio memoriae che eliminò quasi totalmente i suoi scritti,che conosciamo solo in frammenti,uno dei quali era parte di un’opera molto complessa,la Talia,che sicuramente era anche opera poetica e in versi.
Una curiosità.
Secondo gli atti degli Apostoli,Ario morì mentre andava a Costantinopoli,nel 336,durante una sosta in una latrina.
Una vendetta postuma dei suoi nemici,quella di accomunare la sua morte ad un luogo indecente.

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Un Commento leave one →
  1. Giovanni permalink
    aprile 30, 2013 2:12 pm

    E Ario aveva ragione a confutare la consustanzialità, come si fa ancora oggi a credere in ciò essere tre due persone della stessa materia, forse i cattolici vogliono dire che Gesù e Dio sono spirito ma non la stessa persona io, sono io, mio padre non è me e io non sono mio figlio vi pare?

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